Unione Ulema proclama jihad armata contro Israele

di Agenzia Nova
5 Aprile 2025 10:32 Aggiornato: 5 Aprile 2025 10:32

La Commissione di ijtihad e fatwa dell’Unione mondiale degli ulema musulmani ha emesso una nuova fatwa in risposta al protrarsi della guerra nella Striscia di Gaza e contro gli attacchi di Israele. Il pronunciamento religioso, pubblicato sul sito ufficiale dell’Unione, rappresenta una presa di posizione netta e senza precedenti nei confronti del conflitto in corso e chiede un intervento deciso del mondo islamico su diversi fronti.

Secondo quanto stabilito dalla fatwa, il jihad armato contro le forze di occupazione in Palestina è «un obbligo per ogni musulmano in grado di combattere». Si chiede inoltre «un intervento militare immediato» da parte degli Stati arabi e musulmani, e l’imposizione di un blocco totale contro Israele «per terra, mare e aria, incluso il controllo dei passaggi marittimi e dello spazio aereo nei Paesi islamici».

Il documento considera «un dovere religioso» il sostegno militare, finanziario, politico e legale alla resistenza palestinese e invita alla costituzione di un’alleanza militare islamica «per difendere la Umma e scoraggiare gli aggressori». La normalizzazione con Israele viene dichiarata «haram» (proibita), così come la fornitura di petrolio e gas allo Stato ebraico, mentre si esorta a rivedere tutti gli accordi di pace firmati da Paesi arabi con Israele. La fatwa include anche un appello alla diaspora musulmana, in particolare alle comunità residenti negli Stati Uniti, affinché «facciano pressione sul presidente Donald Trump e sulla sua amministrazione per mantenere le promesse elettorali relative alla fine dell’aggressione e all’instaurazione della pace».

La Commissione di ijtihad e fatwa dell’Unione mondiale degli ulema musulmani è un organismo consultivo islamico specializzato nell’emettere pareri giuridici (fatwa) e interpretazioni religiose (ijtihad) su questioni contemporanee. Essa fa parte dell’Unione mondiale degli ulema musulmani (al Ittiḥad al Ālami li Ulama al Muslimin), un’associazione internazionale fondata nel 2004 con sede a Doha, in Qatar.

L’Unione fa riferimento principalmente alla corrente sunnita, con un orientamento riformista e, in molti casi, vicino alla galassia dell’Islam politico, in particolare ai Fratelli Musulmani. Uno dei fondatori e primo presidente dell’Unione è stato lo sceicco Yusuf al Qaradawi (morto nel 2022), noto studioso islamico egiziano naturalizzato qatarino, figura di spicco del pensiero islamico moderno e vicino ai Fratelli Musulmani.

L’Unione e la sua Commissione delle fatwa sono oggetto di critiche o restrizioni in diversi Stati (come Egitto, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti), che la considerano troppo politicizzata o ideologicamente orientata.

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