Tajani: Milano mercato di riferimento per Etf, non escludo golden power

di Agenzia Nova
2 Aprile 2025 10:22 Aggiornato: 2 Aprile 2025 10:22

Antonio Tajani ha preso a cuore le sorti di Borsa Spa, forte di una lunga esperienza politica sia in Italia che in Europa.

Da ex commissario Ue ai trasporti e all’industria, ex presidente del Parlamento europeo e oggi vicepresidente del Consiglio, nonché segretario di Forza Italia, Tajani chiede che Borsa giochi il ruolo fondamentale che le deve competere all’interno del gruppo Euronext. «Sono pronto a proporre a Giorgetti – dice il ministro a Mf – l’applicazione della norma sul golden power in Euronext. Milano è un centro finanziario e industriale europeo, l’Italia non può avere aziende proprie quotate ad Amsterdam e Parigi. Borsa Spa non può essere solo formalmente la piazza finanziaria del Paese e poi essere svuotata di fatto perché le imprese e gli Etf emigrano in altre piazze europee. Ho già sollevato il tema problema in consiglio dei ministri».

L’obiettivo minimo è «che Milano diventi il mercato di riferimento per gli Etf, è già da sola la prima piazza per importanza dentro al gruppo Euronext in questo senso. E poi, secondo punto, deve diventare il listino di riferimento del gruppo per le quotazioni delle Pmi fino a 1 o 2 miliardi di euro. Non solo. Poi voglio proporre un progetto quanto mai attuale a Borsa Spa».

Tajani intende coinvolgere Borsa «sul tema molto attuale dell’export, considerato il problema dei dazi Usa, per cercare una strategia alternativa che permetta al mercato di trovare altri Paesi di sbocco rispetto agli Stati Uniti. Sarebbe importante coinvolgere anche Poste nel sistema Italia, passando da un export di 623,5 miliardi di oggi ai 700 miliardi fine legislatura».

Resta il tema della Capital Markets Union invocato dalla Von der Leyen e Draghi per rendere l’Ue finanziariamente più forte e competitiva: «La mia, si badi bene, è una battaglia europeista, ma Europa significa creare un vero mercato interno in cui tutti i Paesi hanno gli stessi diritti, significa prima di tutto avere un’unione bancaria vera e completa, un vero e unico mercato dell’energia, non tanti interessi singoli aggregati. Applicare quindi regole omogenee evitando la creazione di paradisi fiscali o di aree fiscalmente vantaggiose come l’Olanda. Non si possono spostare i capitali dove non vengono prodotti. Milano – continua – possiede finanza e industria: la prima deve lavorare al servizio della seconda e obiettivo comune è la crescita dell’economia reale. Come Paese fondatore dell’Unione europea, secondi per manifattura comunitaria e quarta potenza commerciale mondiale, non possiamo non farci sentire e valere all’interno di Euronext, dove siamo azionisti di riferimento». Il ministro dice inoltre di aver lottato «a suo tempo perché le banche non dovessero svendere in tempi brevissimi i crediti deteriorati in portafoglio mettendo sotto pressione i bilanci. E ora mi batto per avere una vera borsa europea in un vero mercato unico. Gli oltre 85 miliardi di euro di transazioni annuali sugli Etf in Italia sono gli investimenti e i risparmi degli italiani, perché dovrebbero essere indirizzati all’estero? Milano – conclude Tajani – non può quindi essere declassata a succursale finanziaria di altri Paesi perché ha requisiti per essere una grande piazza di economia reale e finanziaria».

Consigliati