Il Servizio sanitario «è universale e va garantito a tutti i cittadini: se c’è una difficoltà importante su un territorio, credo sia giusto che il governo nazionale se ne occupi. Da un lato c’è un principio ordinamentale che preoccupa i colleghi presidenti rispetto al profilo della responsabilità nella gestione della sanità, che la Costituzione attribuisce alle Regioni; dall’altro è possibile che ci siano timori di interferenze, che personalmente non ho mai percepito. Certo è che qualcuno deve pure fare da arbitro» — lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, in un’intervista a Il Sole 24 Ore.
Sulle falle delle risorse, «molti adempimenti tecnici noi li avevamo anticipati e questo ci consente di apparire come i più performanti: essere partiti dalla lettura del bisogno per rispondere con appropriatezza e tempestività alle mancanze significa anche spendere bene i soldi» — ha aggiunto Rocca — «Metterli sulle liste senza sapere dove intervenire, significa gettarli in un buco nero. Noi oggi diamo indicazioni precise e monitoriamo in tempo reale. Un lavoro che nel passato non si era voluto fare, ma per governare la spesa devo conoscere il sistema nel suo complesso. Tassello fondamentale e non negoziabile della legge Schillaci: altrimenti si rischia di far crescere ulteriormente la domanda».
L’inappropriatezza prescrittiva «genera cattiva spesa. A fronte di prescrizioni da parte dei medici di famiglia che in un anno mi costano 76 milioni, occorrono linee guida chiare» — ha sottolineato Rocca nell’intervista — «Parliamo di un sistema complesso dove ogni tassello è legato all’altro. Questi temi vanno affrontati insieme» — ha concluso.