Meloni: Ue pensi a eliminare i “dazi” che si è autoimposta come il Green e il Patto di Stabilità

di Agenzia Nova
3 Aprile 2025 21:33 Aggiornato: 3 Aprile 2025 21:33

«Il ruolo dell’Italia è portare gli interessi italiani, particolarmente in Europa, perché mentre noi trattiamo con gli americani, rimane che ci sono molte cose che possiamo fare per rimuovere i dazi che l’Unione europea si è autoimposta». Quali? «Le regole ideologiche non condivisibili sul settore dell’automotive del Green deal, l’energia, che è un fattore di competitività sul quale dobbiamo avere molto più coraggio, e il Patto di Stabilità». Forse – ha sottolineato – una sua revisione, a questo punto, sarebbe «necessaria».

Prima della premier, a delineare quella che sarebbe stata la linea del governo, erano stati il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Il primo, a margine della ministeriale Esteri della Nato, a Bruxelles, aveva ribadito la linea della diplomazia contro «una guerra dei dazi» e in favore di «una trattativa con gli Stati Uniti».

Per il vicepremier «bisogna essere molto freddi, molto determinati, occuparsi e non preoccuparsi in un momento in cui la situazione è abbastanza complicata».

Però – va sempre ricordato – dobbiamo tenere a mente che «gli Stati Uniti sono il nostro principale alleato e l’obiettivo dovrebbe essere quello di arrivare a zero tariffe da una parte e zero tariffe dall’altra».

Intanto, in vista delle decisioni continentali, il ministro ha consegnato al commissario Ue per il Commercio, Maros Sefcovic, durante il loro incontro avvenuto questa mattina, «una lista di una trentina di prodotti italiani – fra cui il comparto dei motocicli e la gioielleria – sui quali bisogna intervenire affinché possano essere tutelati».

Dunque – come sintetizzato dal ministro Urso in Aula al Senato – la prima regola rispetto ai dazi americani è «non farci altro male da soli innescando un’escalation di ritorsioni che scatenerebbe una devastante guerra commerciale. Occorre reagire, sì, ma in modo intelligente, mantenendo la calma per valutare appieno le conseguenze dirette e indirette delle misure americane».

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