L’agricoltura è tornata al centro dell’agenda politica europea, questa è l’impressione dopo la centralità politica e mediatica avuta dal grande evento Agricoltura È, che ha dominato piazza Esedra a Roma nei giorni scorsi.
Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, si è preso la scena, insieme al comparto che rappresenta e sottolinea in una intervista al Sole 24 Ore la necessità di una politica agricola che sappia unire tradizione e tecnologia, con l’obiettivo di proteggere le filiere nazionali e promuovere la sostenibilità. «Le nostre sfide – osserva – sono la protezione del nostro modello agricolo, la tutela del marchio e la valorizzazione della sicurezza alimentare come strumento di libertà e sviluppo».
E in merito all’evento Agricoltura È osserva che «è stato un successo straordinario. Oltre 100mila partecipanti, 12mila studenti, una partecipazione trasversale che ha coinvolto imprese, associazioni, università, enti locali e cittadini. Agricoltura è ha raccontato la forza, il valore e il futuro del nostro settore primario. L’apertura del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il sostegno del presidente Meloni e la presenza di numerosi ministri e parlamentari hanno dato forza a un messaggio chiaro: l’agricoltura è strategica e va rimessa al centro dell’agenda europea. Non è un punto d’arrivo, ma di partenza. Quando il sistema Italia fa squadra, i risultati si vedono».
Il ministro spiega cosa può fare e cosa farà il ministero per tutelare le nostre filiere agricole dall’innalzamento del dazi: «Come ha ricordato il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la strada per tutelare le nostre filiere dall’innalzamento dei dazi passa per la diplomazia. L’Italia è tornata ad avere un ruolo da protagonista, indirizziamo molte scelte strategiche e continuiamo a difendere gli interessi nazionali ed europei in tutte le sedi. L’Unione europea e gli Stati Uniti restano alleati fondamentali: la diplomazia è al lavoro e confidiamo prevalga il buon senso, per mantenere solido il rapporto con Washington e rafforzare la nostra presenza sui mercati internazionali».
Quanto all’introduzione dell’Intelligenza Artificiale e delle tecnologie innovative nel settore agricolo italiano: «L’Intelligenza Artificiale e le tecnologie innovative sono un acceleratore di cambiamento per l’agricoltura italiana. Ad esempio, ci permettono di monitorare in tempo reale coltivazioni e processi produttivi, ottimizzando l’uso di risorse come acqua, fertilizzanti ed energia. Significa più produttività, meno sprechi e un impatto ambientale ridotto. Con il nostro lavoro quotidiano dimostriamo come tradizione e innovazione possano convivere, rafforzandosi a vicenda».
I grandi eventi come il G7 Agricoltura e Pesca di Siracusa e quello di Roma di pochi giorni fa sono «occasioni in cui si crea una rete tra agricoltori, centri di ricerca, università e istituzioni, utile per condividere soluzioni concrete alle sfide quotidiane. Puntiamo a un’agricoltura più efficiente, sostenibile e capace di competere a livello globale, senza perdere le sue radici».
Sovranità alimentare e tutela del Made in Italy, due pilastri della sua azione da ministro dell’Agricoltura: «Abbiamo preso un impegno con gli elettori: rimettere l’agricoltura e chi la vive ogni giorno al centro delle politiche italiane ed europee. I risultati cominciano a vedersi. La sovranità alimentare è oggi uno del capisaldi del documento di visione strategica per il futuro dell’agricoltura europea, presentato dal Commissario Ue all’Agricoltura, Christophe Hansen, insieme al vicepresidente della Commissione europea, Raffaele Fitto. Un cambio di passo importante – conclude Lollobrigida – , che riconosce il ruolo dell’Italia nella ridefinizione delle priorità europee: difesa del nostro modello agricolo, tutela del Made in Italy, valorizzazione della sicurezza alimentare come strumento di libertà e sviluppo».