L’elemento mancante nelle relazioni moderne

di Redazione ETI/Mari Otsu
3 Aprile 2025 17:28 Aggiornato: 3 Aprile 2025 18:28

Film, canzoni pop e social media dipingono spesso l’amore romantico e l’attrazione fisica come la chiave della felicità. Tuttavia, le ricerche indicano che fattori più profondi sono determinanti per la solidità delle relazioni a lungo termine. In particolare, una spiritualità condivisa e la percezione del matrimonio come qualcosa di sacro favoriscono benessere, comunicazione più fluida e maggiore soddisfazione relazionale.

È PIÙ DIFFICILE TROVARE L’AMORE OGGI?

Le relazioni moderne assumono forme diverse. Le abitudini legate agli appuntamenti, all’intimità e all’impegno si sono trasformate nel tempo. In Occidente, quasi un terzo dei matrimoni termina con un divorzio, generando un senso di instabilità. Alcuni apprezzano questa libertà, mentre altri avvertono insoddisfazione e aspettative disattese.

Un’analisi del 2020 del Pew Research Center mostra che quasi la metà degli adulti americani trova più difficile innamorarsi rispetto al passato. Fenomeni come le “situationships” — relazioni indefinite tra il casuale e l’impegnato — riflettono questa incertezza. Il documento Year in Swipe di Tinder del 2022 segnala un aumento del 49% degli utenti che menzionano questo termine nella propria biografia.

L’intimità senza impegno, influenzata dalla cultura pop e dal consumo di pornografia, ha sostituito il corteggiamento tradizionale. Una ricerca pubblicata su Review of General Psychology rivela che tra il 60% e l’80% degli studenti universitari nordamericani ha avuto esperienze occasionali, mentre il 70% dei giovani tra i 12 e i 21 anni coinvolti sentimentalmente ha vissuto momenti di intimità senza vincoli. Eppure, il 65% delle donne e il 45% degli uomini sperano segretamente che tali incontri si trasformino in relazioni più profonde e durature.

Qui entra in gioco la spiritualità, offrendo una prospettiva controcorrente: un fondamento solido per dare senso, fiducia e stabilità ai legami.

COLTIVARE L’AMORE SPIRITUALE

L’amore spirituale, inteso come una forma trascendente e altruistica di connessione tra il divino e l’umanità, ha da sempre affascinato l’essere umano. Si distingue per compassione, armonia e dedizione al bene altrui. Un’analisi del 2025 del Pew Research Center indica che il 40% degli americani prova una profonda pace spirituale almeno una volta a settimana.

David Dollahite, professore alla Brigham Young University con un dottorato in studi familiari, spiega che chi crede in Dio, lo ama e lo serve sperimenta spesso «un ventaglio di esperienze spirituali rigeneranti, da momenti semplici a episodi straordinari», percependo amore, grazia e guida divina. Il professor Dollahite consiglia ai giovani di coltivare la propria spiritualità prima di cercare un partner. Un rapporto solido con il divino può offrire equilibrio, pace e autostima, riducendo il rischio di avviare relazioni basate su bisogni emotivi insoddisfatti.

UN MATRIMONIO SACRO PER UN LEGAME SOLIDO

Le coppie che considerano il proprio matrimonio come qualcosa di sacro tendono a rafforzare il proprio amore e dedizione nel tempo. «La santificazione è il processo di attribuire a un aspetto della vita un carattere e un significato divini» spiega la dottoressa Krystal Hernandez-Kane, psicologa esperta di spiritualità e intimità coniugale. Integrare la spiritualità nel matrimonio attraverso la preghiera, lo studio di testi sacri o la partecipazione a funzioni religiose rafforza il legame.

Chi considera una relazione santificata tende a proteggerla, investirci energie e dedicarle tempo. Questo migliora comunicazione, soddisfazione, perdono e gestione dei conflitti. Studi su neosposi confermano che la santificazione iniziale del matrimonio prevede maggiore soddisfazione e intimità dopo un anno. Inoltre, relazioni serene sono associate a una minore mortalità e a una vita più lunga.

INTIMITÀ SACRA

L’American Families of Faith Project, un progetto di ricerca co-diretto dal professor Dollahite che ha intervistato oltre 300 coppie sposate, rivela che circa il 20% ha vissuto un matrimonio precedente. In molti casi, la prima unione, basata su attrazione fisica e romanticismo, si era dissolta, lasciando conflitti irrisolti. Prima di un secondo matrimonio, molti hanno scelto di rafforzare la propria fede, trovando poi un partner con un percorso spirituale analogo.

Luís Novaes, un brasiliano di 43 anni, racconta che tra i 18 e i 22 anni la lussuria lo aveva portato alla depressione. «Ho invocato Dio più volte, cercando disperatamente una via d’uscita». Dopo anni di sofferenza, nel 2006 ha abbracciato una pratica spirituale. Del suo primo matrimonio, finito in divorzio, dice: «Era basato sulla lussuria». Nel secondo, la condivisione della spiritualità con la moglie ha segnato la svolta. «La fede nel Divino è fondamentale per superare la lussuria» afferma Novaes e consiglia la preghiera, l’autoriflessione e un impegno spirituale.

CRESCERE INSIEME ATTRAVERSO LE DIFFICOLTÀ

Le coppie religiose possono contare su risorse condivise e significati profondi che fanno la differenza nei momenti critici. Uno studio del 2023 pubblicato su Marriage & Family Review mostra come le famiglie che durante la pandemia di Covid-19 hanno mantenuto o intensificato la propria pratica spirituale hanno sviluppato una maggiore coesione, trasformando la crisi in un’opportunità di crescita.

Questi dati suggeriscono che integrare la spiritualità nella propria relazione può favorire un’intimità emotiva più profonda. Le avversità, affrontate con una prospettiva spirituale, possono portare a trasformazioni positive.

GUARDARE INSIEME VERSO L’ALTO

Il professor Dollahite descrive il matrimonio come un triangolo: i coniugi sono uniti orizzontalmente, ma anche legati verticalmente al divino. Novaes sottolinea che il vero amore nasce da devozione, fiducia e virtù: «Credevo che l’amore fosse passione e appagamento, ma sono stati proprio questi elementi che hanno distrutto i miei legami passati. Il matrimonio può essere complesso, ma guardando indietro a ciò che si è costruito insieme, diventa qualcosa di magico».

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